Il Castello di Rotaio a Camaiore
Una fortezza del XIII secolo sorta lungo l’antica Via Francigena
In posizione dominante sul tracciato dell'antica via "Francigena",
tra le colline coltivate a vite ed ulivo, sorge il castello di
Rotaio. La fortezza venne costruita nel 1223 per volere del governo
di Lucca, che mirava a controllare militarmente le zone litoranee.
Oggi di proprietà privata, appare circondato da un alto muro di
cinta, con ancora perfettamente visibile l’antica torre di guardia
posta al di sopra della porta di accesso.
Il castello gode tutt’oggi di una collocazione splendida:
in posizione elevata offre forse uno dei più bei panorami della
Versilia.
Villa Borbone delle Pianore
Un parco di cinque ettari, ricco di piante esotiche e circondato
da uliveti è la verde cornice di Villa Borbone delle Pianore,
Un vasto complesso composto da tre edifici, costruiti in epoche
diverse. La costruzione più recente è la parte nord, edificata
nel 1964 per ospitare una scuola superiore, la parte sud risale
alla fine del XIX secolo, ed è nota come palazzo del Duca Roberto;
al centro sorge, invece, l’edificio più antico, la villa di Maria
Teresa di Savoia del XVIII secolo. Duchessa di Lucca e moglie
di Carlo Lodovico di Borbone. Maria Teresa scelse un antico mulino
per realizzare il suo piccolo rifugio amoenus nella campagna versiliese.
Ristrutturato sapientemente dagli architetti dell’epoca, il piccolo
edificio si trasformò in una villa “gioiello” dove trascorrere
ore di letizia e svago. Alla costruzione era annessa anche una
cappella che subì diverse modifiche nel corso dell'Ottocento,
con l’aggiunta di una curiosa facciata neo rinascimentale e una
lunetta intagliata che simula le ceramiche dei della Robbia.
Il legame con la casa dei Borbone, che aveva lasciato a
Camaiore il ricordo di un governo saggio e illuminato, continua
nel tempo. Nel 1888 Roberto, duca dei Borbone di Parma, si fece
costruire un nuovo imponente palazzo di tre piani, che riprende
stilisticamente il modello di dimora rinascimentale. Oggi si possono
osservare le ricche e perfettamente conservate decorazioni degli
interni: soffitti a cassettoni, stucchi e marmi policromi. Il
parco circostante venne realizzato contemporaneamente all'edificio
ottocentesco dal famoso architetto paesaggista Dechamps.
La
Rocca di Sala
Stradine lastricate che si intersecano creando giochi di
ombra sui fianchi di antichi palazzi nobiliari; l’improvviso rumore
delle fabbriche di marmo e bronzo che rompe il silenzio e disturba
il sonno dei gattini appisolati sopra i tetti assolati delle case.
Questa è Pietrasanta vista dall’alto delle sue mura merlate,
secolare abbraccio difensivo di una delle più belle cittadine
della Versilia.
L’antica Rocca di Sala rappresenta, infatti, il migliore
punto di osservazione dell'impianto urbanistico del centro storico:
vi si domina la piazza Duomo su cui affacciano la Cattedrale col
suo rosso campanile, il palazzo Moroni, la facciata aurea di Sant'Agostino,
la torre delle Ore.
Detta anche Rocca Ghibellina, la Rocca si compone di un
complesso fortificato di forma quadrata con torri angolari e mastio
centrale. La sua storia si lega alle origini del comune di Pietrasanta
già in epoca longobarda. Nel sec. XIV Castruccio Castracani ordinò
la sua fortificazione insieme alla costruzione di un'altra rocca,
la Rocca Arrighina. Fu proprio attorno a queste due rocche che
iniziò a svilupparsi il primo nucleo urbano di Pietrasanta.
La sua posizione strategica sulla collina a dominare il
centro cittadino attira l’attenzione di Signori e potenti, tanto
che Paolo Guinigi nel XV secolo vi costruisce un palazzetto residenziale,
unito a quello che resta dell'antica cinta muraria. Nei secoli
ospitò personaggi illustri tra cui imperatori e pontefici. Nel
1700 fu disarmata e venduta per ordine di Leopoldo I, Granduca
di Toscana.